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SUMMARY:"Io\, Felicia. Conversazioni con la madre di Peppino Impastato"   di Mari Albanese e Angelo Sicilia
DESCRIPTION:Per la rassegna “I librai incontrano gli autori a Villa Filippina”\, verrà presentato il libro Io\, Felicia. Conversazioni con la madre di Peppino Impastato di Mari Albanese e Angelo Sicilia\, novità editoriale di Navarra Editore\, pubblicata nella collana editoriale “Passi della Memoria”\, con la prefazione di Luisa Impastato e la postfazione di Vincenzo Pinello.\nDopo l’introduzione del libraio Nicola Macaione\, dialogherà con gli autori l’animatrice culturale Giusi Patti Holmes.\nletture a cura di Pamela Vassallo. \nDurante l’incontro verranno proposti degli interventi musicali di Moffo Schimmenti e Laura Di Stefano. \nRicordiamo che la rassegna è promossa da ALI – Associazione Librai Italiani Confcommercio Palermo grazie all’ospitalità dell Centro Commerciale Naturale Piazza Marina & Dintorni\, il Parco Villa Filippina e l’organizzazione di “Una Marina di Libri” \nRegistrati diciannove anni fa e rimasti finora nei cassetti\, i dialoghi restituiscono la condivisione di ricordi preziosi e in parte inediti. Felicia racconta di Peppino bambino\, della militanza politica e della tragica fine del figlio ma anche di sé stessa: dall’infanzia felice alle ribellioni di giovane donna. Un libro intenso che lancia un messaggio di speranza per il futuro \n“ Non mi mancava niente\, solo la pace”.\nFelicia Bartolotta Impastato \nNell’estate del 2002 Felicia Bartolotta\, la madre di Peppino Impastato\, si racconta a due giovani attivisti\, Angelo Sicilia e Mari Albanese\, tra gli animatori del primo Forum Sociale Antimafia di Cinisi. Sono conversazioni intime e toccanti: “Mamma Felicia” racconta del passato\, del rapporto conflittuale col marito\, del grande amore per suo figlio Peppino\, della sua scelta\, alla morte violenta di quest’ultimo\, di aprire le porte della sua casa a tutti i giovani\, per coltivare la memoria e spargere semi di consapevolezza per il futuro. Ma mai come prima\, Felicia parla anche di sé: della sua giovinezza\, della difficoltà di essere donna in Sicilia nei tempi della sua vita\, e delle sue ribellioni. Racconti personali\, in parte inediti\, custoditi in videoregistrazioni e quaderni di appunti rimasti per tutto questo tempo nei cassetti insieme alle foto scattate in analogico da Pippo Albanese tra il 2002 e il 2003. Un prezioso materiale di archivio che nei giorni del lockdown\, è tornato a bussare dai cassetti della memoria degli autori per farsi àncora e messaggio di speranza per il futuro. Nelle parole di Felicia\, che appoggiò e sostenne il figlio nel suo opporsi alla mafia\, trovano posto la voglia di giustizia di una donna indomita e insieme la tenerezza di una madre che ricorda aneddoti dell’infanzia di Peppino\, della sua militanza politica\, della sua tragica fine. Felicia racconta la sua paura\, i suoi timori\, il suo dolore\, ma con lo sguardo al futuro e alle nuove generazioni: le sue parole diventano prassi\, agire quotidiano\, dialogo incessante\, ma soprattutto un messaggio attualissimo di speranza per il futuro. \nScrive Luisa Impastato\, nipote di Felicia\, nella preziosa prefazione al libro: “…Sono felice che sia proprio lei a raccontarsi dopo aver speso la sua vita a raccontare quella del figlio: pur convivendo con il suo lutto mai celato\, in queste pagine sembra quasi alleggerirsi dal macigno che si è portata per anni sul petto”. Le conversazioni restituiscono il parlato di Felicia\, le sue espressioni\, il ritmo della sua voce. I testi introduttivi di Mari Albanese e Angelo Sicilia\, invece\, raccontano da un’angolazione personale l’esperienza del Movimento Antimafia dagli anni Novanta fino alla morte di Felicia avvenuta il 7 dicembre 2004. “Abbiamo custodito per tutto questo tempo un patrimonio di conoscenze\, sentendole intimamente nostre – sottolinea Mari Albanese – Ma questo tempo storico ci chiede una responsabilità verso le nuove generazioni e verso Felicia che i giovani li amava e li accoglieva in casa sua…”. E Angelo Sicilia: “Ci siamo convinti a riprendere gli appunti di quel periodo\, a risentire la sua voce\, facendoci trafiggere nuovamente dalle emozioni a distanza di tanti anni”. “Nel silenzio confuso del tempo presente siamo orgogliosi di tornare sugli scaffali delle librerie con un testo di questa intensità. Tanto forte da arrivare slegato da qualsiasi anniversario”\, dice l’editore Ottavio Navarra. Completa il testo la postfazione di Vincenzo Pinello sulla lingua di mamma Felicia. \nGli autori: \nMari Albanese\, laureata in Filosofia è insegnante precaria e scrittrice. Da anni impegnata nei movimenti antimafia\, il suo impegno sociale si esprime soprattutto nel mondo della scuola grazie alla realizzazione di progetti e seminari volti alla sensibilizzazione verso la cultura della legalità. Per questo le è stato insignito il Premio Donna Siciliana dell’anno 2017. È da anni impegnata nella battaglia per la stabilizzazione dei docenti precari ed è responsabile dei docenti specializzati sul sostegno per la Flc-Cgil di Palermo. Per le edizioni Navarra ha pubblicato nel 2007: ““Felicia. Tributo alla madre di Peppino Impastato” e nel 2019: “Diario inquieto di un’insegnante precaria”. \nAngelo Sicilia è nato a Palermo dove vive e lavora. Autore teatrale\, sceneggiatore e regista\, da oltre vent’anni si occupa di teatro di figura ed in particolare del teatro dei pupi siciliani di cui è considerato un innovatore. Nel 2001 ha fondato la Marionettistica Popolare Siciliana e dato vita al ciclo dell’Opera dei pupi antimafia\, partecipando ai più importanti festival nazionali ed internazionali. Studioso della Resistenza italiana\, ha realizzato diversi documentari e numerose pubblicazioni sul tema. Per le edizioni Navarra ha pubblicato nel 2015 “Testimonianze Partigiane. I siciliani nella lotta di Liberazione”. \nCondividi su:
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