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condivisione, di collaborazione e di connessione fra uomini e donne che hanno a cuore la cultura e che vogliono diffonderla con più mezzi possibili e in qualsiasi luogo possibile.
Molti sono gli enti pubblici, la manifestazioni e le associazioni culturali, gli intellettuali, gli scrittori e gli artisti, che insieme a Spazio Cultura hanno voluto condividere con la Comunità le loro iniziative e le loro emozioni.
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A Spazio Cultura è Tempo di Poesia con Rossella Caleca
23 Marzo 2024 | 17:30 - 19:30 CET

A dialogare con l’autrice saranno Franca Alaimo e Patrizia Sardisco.
Durante l’incontro Daìta Martinez leggerà alcune poesie tratte dalla silloge in presentazione.

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Questo primo libro di versi di Rossella Caleca si configura come una sorta di itinerario privato aperto con la poesia “Rimozioni”: «L’infanzia ci è stata sterminata/ come le rose nell’altro giardino» e si chiude con “Moltiplicazione”: «Tagliamo l’acqua con mani squamate/ ma dalle smagliature, noncuranti/ sgusciano gioventù inventate», un viaggio che inizia con immagini dolorose e tuttavia si avverte una modificazione tra un prima e un dopo; si muove sul terreno degli affetti, delle memorie personali e famigliari, dei luoghi di vita quotidiana, delle scelte difficili da compiere, che lasciano inquietudine; ma con un mutamento di prospettiva tra l’inizio e la fine del volume e del percorso, quando l’autrice nell’ultimo testo osserva che «più tardi/ si aggiungeranno amiche sagaci/ a salvarmi dal peso della sabbia». Una prospettiva capovolta, direi, attraverso le relazioni intraprese nell’età adulta, capaci di intervenire reciprocamente nelle vite private mutandone il segno, allargandone i confini a tracce inesplorate, perché ogni vita personale e ogni soggetto umano è intessuto di relazioni continue (affettive, amicali, politiche, sociali) di cui porta indelebile traccia e attraverso le quali matura le proprie esperienze personali.
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Anche l’immagine di copertina rafforza queste indicazioni, con la bambina sul vano della finestra, la tenda chiara che la ripara dalla luce, accanto a uno spicchio di mare calmo lontano dalla stanza, sembra rimandare a una immagine di tranquillità e autoriflessione. Una bambina alter ego che osserva la stessa autrice e ne diviene specchio temporale, come lo stare accanto al mare, luogo di esperienza interiore forte e impetuosa che si trasforma in scrittura, praticata nel tempo in dimensione privata come spazio parallelo e forse un po’ nascosto, e solo ora emersa finalmente a pubblicazione, alla visibilità di tutti: il rinvenimento di una liberazione intima, l’autorizzazione aperta alla propria personale inventiva, sciolta infine da remore o esitazioni, quel naufragio rassicurante e liberatorio. È una scrittura che rispecchia l’esperienza dell’autrice e insieme diviene metafora di una condizione femminile ancora diffusa soprattutto tra le donne adulte: come colmare la distanza tra desiderio e vita vissuta.
Gabriella Musetti
