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Così, per gioco
Un libro miracoloso per guarire dalla serietà
Prenderci sul serio non è una cosa seria. Né benefica. Non conduce a nulla di buono e ci fa solo rodere il fegato. La vita è già di per sé gravida di amarezze e frustrazioni. Se non la si affronta con la giusta dose di ironia e di umorismo si è destinati a soccombere. Il sorriso, per Nino Martinez “l’aristocrazia del riso e della risata” è la chiave di lettura della realtà: ci aiuta a comprenderla col necessario distacco e ha una funzione terapeutica. Perciò, questo gustoso e originale libello ricco di battute fulminanti, paradossi, calembour è come un farmaco che lenisce malesseri, disappunti, malinconie. Un farmaco dal sapore gradevole da assaporare come una bibita dissetante. Privo di effetti soporiferi. Sì, perché se Così, per gioco diverte e rilassa col suo umorismo degno della migliore tradizione italiana ed europea, non trascende dalla quotidianità, e anzi è saldamente a essa ancorato. La quotidianità della cattiva politica, contro cui l’autore lancia gli strali acuminati della sua satira pungente ma elegante, della cronaca, spesso ai limiti dell’assurdo, della vita familiare, tante volte grottesca, dell’esistenza di tutti noi, prede delle insidie di una malintesa “modernità”. Né mancano, nell’esilarante pamphlet, i riferimenti a Palermo, un tempo “felicissima” e oggi piena di contraddizioni. La ricetta che l’autore offre ai lettori è una sola, e salvifica: il sorriso.
€10,00
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L'autore
Nino Martinez, giornalista e scrittore umorista, nacque senza preavviso e senza aspettarselo. Quando si accorse di essere un nuovo inquilino del mondo era troppo tardi per rimediare. Non gli rimase che accettare l’evento come uno scherzo. E come uno scherzo – solo rare volte rivelatosi di cattivo gusto – ha vissuto finora la notevole somma dei suoi anni. Considerata la vita una prigione, con pene più o meno dure da scontare, l’autore si è fermamente convinto che l’unica difesa per non arrendersi è il sorriso.
I primi anni dopo la nascita, il nostro autore li ha trascorsi facendo un bel niente, però con un nobile obiettivo: rendere il niente ancora più bello! A 18 anni, seguendo una sua segreta e ferrea passione, si presentò alla redazione del Giornale di Sicilia. E vi rimase per circa 40 anni riuscendo, tra l’altro, ad affermare la sua vocazione all’umorismo con una rubrica settimanale durata alcuni lustri, dal titolo Specchi concavi – Avventure in famiglia, che gli fruttò la simpatia di un vasto pubblico di lettori.
Provocare il sorriso per lui è inteso quasi come una missione e il suo raffinato umorismo è cresciuto alla scuola di grandi maestri, quali Achille Campanile (di cui conserva gelosamente un libro con dedica), Giuseppe Marotta (con cui avviò un carteggio), Giovannino Guareschi, Cesare Zavattini, i siciliani Massimo Simili e Umberto Domina e, tra gli stranieri, soprattutto, Jerome Klapka Jerome, Mark Twain, Pelham Grenville Wodehouse.
Ha pubblicato: Aristide (Flaccovio), Una moglie così (Rusconi, collana Humorlibri), Vocabolario per turisti antipatici, Il placido on. (La Fiera), Bianco e nero, Colpi di fulmine.
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