Quel che facciamo dell’amore di Massimo Maugeri

Scritto da: Gabriella Maggio del Circolo dei Lettori di Spazio Cultura

Quel che facciamo dell’amore di Massimo Maugeri, ed. La nave di Teseo 2026, si può definire una music novel per l’ampio spazio dedicato ai Beatles e soprattutto a Paul McCartney. La storia comincia a Roma con il mitico concerto di Paul dell’11 maggio 2003. Il narratore, uno scrittore di successo, si trova a Roma per incontrare l’editor di una casa editrice e coglie l’occasione per assistere al concerto del suo cantante preferito. Va per tempo al Colosseo per stare il più vicino possibile al palco. Accanto a lui prende posto la famiglia Suffenlaw, madre, padre, figlia con cui familiarizza. La madre Martha è una bella donna di origini italiane, che conosce ogni particolare della carriera musicale dei Beatles e soprattutto di Paul. Come avvocato è molto impegnata nella difesa dei diritti civili e nella lotta contro il razzismo ancora presente nella società, e soprattutto insidioso perché assume spesso forme subliminali di cui non siamo consapevoli. L’incontro casuale si trasforma in un’amicizia on line che durerà vent’anni, cementata ed alimentata dalla passione per la musica, rito coinvolgente, catalizzatore di emozioni tale da annullare le distanze, come quella tra Roma e New York, tra Martha e lo scrittore – voce narrante. Il senso di connessione reciproca generato dalla musica impedisce di dimenticare il concerto, anzi ne ravviva le emozioni e il senso d’appartenenza, colmando il vuoto di un società troppo individualista come l’attuale. “Tutti continuavano a cantare e a ballare, applaudendo, alzando le braccia al cielo. Anch’io cantavo. A un certo punto provai una sensazione strana. C’ero io, c’era Paul sul palco che suonava e cantava le sue canzoni. E per un tratto del concerto fu come se fossimo solo io, lui e la sua musica. E il mezzo milione di persone che cantava e ballava tutto intorno era solo la cornice impalpabile di una sorta di esperienza fiabesca, onirica, magica. Sì, magica.”

Martha è il centro della narrazione, la sua filosofia fondata sulla Paul’s panacea per contrastare qualunque tipo di difficoltà e sulla teoria delle date e la magia delle ricorrenze è il collante dell’amicizia col Paperback Writer, che è sempre più attratto da lei. Nove anni dopo, l’invito a partecipare ad alcuni incontri letterari, gli offre l’opportunità di andare a New York , compiere il “pellegrinaggio “ d’obbligo nei luoghi in cui i Beatles si sono esibiti, e soprattutto di rivedere Martha di cui capisce di essere innamorato, di avere per lei un sentimento mai provato per le donne con cui ha avuto fugaci e tormentate relazioni. L’uragano Sandy, che si abbatte sulla città, assume un ruolo determinante nella vita dei due personaggi. Vent’anni dopo, nel 2023, a Roma entrambi assisteranno al ventennale del mitico concerto ai Fori imperiali. Diversi e interessanti sono i temi proposti da Massimo Maugeri nella narrazione. Il più evidente è il modo in cui l’arte e la musica possono entrare a far parte del nostro percorso esistenziale”, influenzando le nostre scelte e sanando ferite.  Per i protagonisti la musica è l’alfabeto della loro personale comunicazione, la potenzialità del sentimento inespresso, filtrata dalle difficoltà e dalle ambiguità della vita. Sotteso alla musica è l’amore citato nel titolo Quel che facciamo dell’amore, che riecheggia :l’amore che prendiamo è uguale a quello che creiamo” della canzone dei Beatles “The End” . Maugeri sottolinea il “fare” che porta a riflettere sullo spazio che siamo disposti a concedere al sentimento. Intrigante è il plurale facciamo che coinvolge noi lettori rendendoci partecipi della creazione di senso e attualizzando il significato del testo. Nella narrazione l’amore innanzi tutto riguarda la musica, ma anche i familiari, il lavoro connotato da un forte impegno civile dopo la morte di Lucy e di George Floyd, l’incontro imprevisto. Mentre per Martha l’amore è soprattutto responsabilità e rispetto per le persone amate, capacità di rinuncia, per Paperback Writer è un’ossessione. Trovandosi in piena crisi vede una via d’uscita scrivendo una storia simile alla sua. Un amore tra Roma e New York è il titolo emblematico del romanzo che risulta sentimentale e molto diverso dal suo stile e dalla sua poetica, tanto che percependolo come la manifestazione di una crisi d’identità, lo pubblica con un nom de plume. Interessante e di cogente attualità è anche la smaterializzazione dell’esistenza nelle video-chat, medium della relazione tra i protagonisti. Massimo Maugeri intreccia in maniera avvincente ricordi personali e vicende dei personaggi, alterna i piani temporali mantenendo sempre viva la curiosità del lettore.

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